Ufficio Attività Estrattive

L'Ufficio ha il compito di:

  • elaborare il Piano Infraregionale delle Attività Estrattive (PIAE) di cui l'ultimo aggiornamento è entrato in vigore all'inizio del 2009 (variante generale del 2008);
  • formulare le osservazioni ai Piani delle Attività Estrattive comunali (PAE) ed ai piani di coltivazione e sistemazione finale delle cave (che verranno poi autorizzati dai Comuni), soprattutto in merito alla conformità degli strumenti comunali a quelli sovraordinati (PTCP, PIAE, PTPR, ecc.);
  • elaborare il Catasto delle attività estrattive, per la rilevazione e la raccolta dei dati e delle informazioni, necessarie anche per la formazione del PIAE e per il controllo delle attività connesse (stato di attuazione della pianificazione comunale e provinciale, stima dei fabbisogni a scala provinciale, verifica delle risorse disponibili, ecc.);

 

Il Piano Infraregionale delle Attività Estrattive

Il PIAE, approvato dalla Provincia con Delibera C.P. n° 117/2008, è un piano di settore con valenza territoriale, che deve presentare i seguenti contenuti:

  • la quantificazione su scala infraregionale dei fabbisogni dei diversi materiali, per un arco temporale decennale;
  • l’individuazione dei poli estrattivi di valenza sovracomunale e la definizione dei criteri e degli indirizzi per la localizzazione degli ambiti estrattivi di valenza comunale, sulla base delle risorse utilizzabili, dei fabbisogni e dei fattori di natura fisica, territoriale e paesaggistica, nonché delle esigenze di difesa del suolo e dell’acquifero sotterraneo;
  • i criteri e le metodologie per la coltivazione e la sistemazione finale delle nuove cave e per il recupero di quelle abbandonate e dismesse;
  • i criteri per la destinazione finale delle aree di cava, a sistemazione avvenuta, perseguendo ove possibile il restauro naturalistico, gli usi pubblici e gli usi sociali;
  • la disciplina del settore dei titoli minerari.

 

Il PIAE vigente è in fase di aggiornamento attraverso una Variante Specifica, ai sensi dell’art. 27bis della L.R. 20/2000, adottata con Del. C.P. n° 69 del 16.11.2015 e controdedotta con Del. C.P. n° 11 del 11.04.2016. Tale Variante specifica contiene anche il nuovo Piano delle Attività Estrattive (PAE) del Comune di Parma, elaborato ai sensi dell’art. 23 della L.R. 7/2004.

Inoltre, è anche in corso l'elaborazione di una Variante Parziale che riguarda la previsione di un nuovo ambito estrattivo montano finalizzato alla stabilizzazione di un versante soprastante alla viabilità provinciale e al ripristino dei danni arrecati in Val Parma e Val Cedra dalle alluvioni dell’autunno 2014.
 
Gli obiettivi della variante parziale al PIAE 2008 sono i seguenti:
  • individuazione di un nuovo ambito estrattivo comunale al fine di garantire il soddisfacimento delle richieste del mondo produttivo locale, impegnato nella fase di sistemazione dei danni arrecati alle infrastrutture pubbliche;
  • aggiornare le Norme Tecniche di Attuazione del PIAE 2008 al fine di tenere conto delle nuove normative in materia di decertificazione e semplificazione amministrativa (D.P.R. 2 dicembre 2000, n. 445 e Direttiva della funzione pubblica n. 14 del 22 dicembre 2011);
  • aggiornare l’allegato E delle Norme Tecniche di Attuazione del PIAE 2008, al fine di tenere conto delle nuove norme in materia di escavazione ed utilizzo delle ofioliti (linee guida regionali sulle ofioliti, approvate con Deliberazione Giunta Regionale 19 novembre 2012, N. 1696 “Linee di indirizzo regionali per la classificazione dei giacimenti di ofioliti, l’individuazione delle modalità di coltivazione e delle misure tecniche per il contenimento del rischio correlato e per l’utilizzo dei materiali estratti in funzione del loro contenuto di amianto”.

 

Il Catasto delle Attività Estrattive

La Provincia di Parma, come previsto dalla L.R. 17/91, aggiorna annualmente il Catasto delle Attività Estrattive d'intesa ed in collaborazione con i Comuni. Le finalità di tale catasto sono le seguenti:

  • fornire una visione complessiva delle aree interessate dalle cave ed il loro stato di attività, soprattutto in relazione alle problematiche ambientali e socio-economiche connesse;
  • fornire un quadro globale delle risorse estrattive presenti sul territorio, sia in termini qualitativi che quantitativi, in grado di permettere l'adozione di razionali ed efficaci politiche di pianificazione (il cui risultato è costituito dall'adozione e gestione del PIAE).

 

I dati contenuti nelle schede esplicative delle singole cave, ricavati dagli elaborati del piano di coltivazione, sono suddivisi in sezioni comprendenti:

  • l'identificazione e l'ubicazione territoriale, il materiale estratto e lo stato giuridico dell'area;
  • lo stato di attività e le modalità di coltivazione della cava;
  • il materiale estratto annualmente ed il suo impiego, l'uso reale del suolo, la tipologia di ripristino e/o recupero della cava e le caratteristiche idrogeologiche dell'area;
  • la vulnerabilità naturale, la valutazione di impatto ambientale ed i vincoli vigenti.

 

Un numero considerevole di attività estrattive in provincia di Parma è localizzato nella zona pianeggiante e l’interazione con le acque superficiali e di falda, impone agli esercenti delle cave l’obbligo di un monitoraggio periodico mirato soprattutto alla verifica di eventuali fonti di inquinamento.

A tal fine, in conformità con le vigenti disposizioni normative del Piano Infraregionale delle Attività Estrattive della Provincia di Parma, tutte le cave di pianura dispongono di una rete di monitoraggio delle acque sotterranee, generalmente costituita da una batteria di due o più piezometri (a monte e a valle della cava rispetto al senso di scorrimento della falda) in cui vengono eseguiti controlli periodici di soggiacenza della falda e di chimismo.

E' attiva da alcuni anni una convenzione tra Provincia di Parma (Servizio Pianificazione territoriale) e ARPA (Sezione di Parma) finalizzata al monitoraggio dei numerosi dati idrochimici afferenti alle cave autorizzate, grazie anche al contributo ed alla disponibilità delle ditte esercenti.